Cedolare Secca vs IRPEF
Scopri quale regime fiscale conviene per il tuo affitto — canone libero, concordato o affitti brevi. Calcola il risparmio annuale in pochi secondi.
Dati dell'Affitto
Cedolare secca canone concordato = Canone annuo × 10%
Affitti brevi 1° immobile = Canone × 21% · Dal 2° = Canone × 26%
Reddito imponibile totale = Reddito locazione + Altri redditi − Oneri deducibili
IRPEF = Applicazione scaglioni + Addizionale regionale + Addizionale comunale
+ Addizionale regionale (0,5–3,33% per regione)
+ Addizionale comunale (0–0,9% per comune)
Risparmio % = Risparmio ÷ IRPEF totale × 100%
Cedolare conveniente se: Risparmio > 0
Dal 2° immobile: cedolare 26% (Legge di Bilancio 2024)
Locazioni ≤ 30 giorni senza ricorrenza abituale → reddito diverso
Confronto Fiscale
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La cedolare secca è quasi sempre più conveniente, ma ci sono eccezioni. Ecco le regole chiave per ogni tipo di contratto.
Contratti residenziali standard (4+4, 3+2 non concordato). Cedolare secca al 21% sull'intero canone. Sostituisce IRPEF, addizionali e imposta di registro (2%). Per chi è nello scaglione del 35% o 43%, il risparmio è significativo.
Contratti a canone concordato (3+2) nei comuni con carenza abitativa e per studenti universitari fuori sede. Aliquota agevolata del 10%. La convenienza rispetto all'IRPEF ordinario è quasi sempre netta — anche per chi è nel primo scaglione.
Locazioni fino a 30 giorni, incluse piattaforme (Airbnb, Booking). Dal 2024: aliquota del 21% per il primo immobile, 26% dal secondo immobile in poi. La convenienza rispetto all'IRPEF dipende dallo scaglione marginale del proprietario.
La cedolare si applica sul 100% del canone. Nel regime IRPEF ordinario, la base imponibile è ridotta: 95% per canone libero, 66,5% per concordato. Questo riduce l'IRPEF ma non elimina mai il vantaggio della cedolare per chi ha TMI ≥ 23%.
Nel regime ordinario si paga l'imposta di registro: 2% del canone annuo ogni anno di contratto. Con la cedolare secca questa imposta è azzerata — un vantaggio spesso dimenticato nel calcolo di convenienza, che vale €240/anno su un canone di €12.000.
Con la cedolare si rinuncia all'aggiornamento ISTAT del canone per tutta la durata. Il reddito in cedolare influisce sull'ISEE (contato al 100%). Su quel reddito non si applicano detrazioni. In caso di oneri deducibili molto elevati, l'IRPEF può ridursi ulteriormente.